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Scopri quali sono state le truffe informatiche durante il coronavirus (Covid-19). Alcune di queste truffe stanno continuando ad ingannare sfruttando le paure e le necessità dei cittadini. Leggi i consigli su come difenderti con alcune semplici raccomandazioni.

  • Le truffe dei Buoni spesa falsi
  • Come riconoscere una truffa

Truffe informatiche durante il Coronavirus

Durante l’emergenza Codiv-19 sono aumentare considerevolmente le truffe informatiche. I criminali approfittando della pandemia hanno ingannato e continuano tutt’oggi ad ingannare migliaia di utenti del web. Nella maggior parte dei casi inviano email contraffatte per convincerti a cliccare su link che portano su siti web malevoli appositamente realizzati per truffare.

Avvalendosi della paura generata dall’epidemia e sfruttano la crescente necessità di ottenere notizie online, i criminali hanno delineato diversi stratagemmi volti a soddisfare i proprio interessi. Vediamo di seguito alcune delle truffe informatiche emerse durante il Coronavirus. Ti riportiamo anche alcuni consigli per individuarle e per prevenire la perdita dei nostri dati personali o la perdita di denaro.

Le truffe dei Buoni Spesa falsi

Tra le truffe informatiche più diffuse durante il Coronavirus troviamo l’allettante promessa di ricevere buoni spesa gratuiti da parte di grandi aziende di distribuzione quali supermercati o simili del tutto estranei a questo tipo di campagna pubblicitaria.

Il caso Esselunga

I criminali hanno diffuso in Rete nelle scorse settimane notizie in cui si invitavano i consumatori a cliccare su un link per aggiudicarsi un voucher gratuito di Esselunga del valore di 250 euro. Inoltre si invitava a condividere il messaggio con i propri amici utilizzando i canali social network e chat (come WhatsApp e Telegram) in modo da diffondere il più possibile la truffa.

Il messaggi che viene mostrato alle vittime è il seguente:

“Esselunga sta distribuendo generi alimentari gratuiti del valore di 250 € per sostenere la nazione durante la pandemia da coronavirus”

Cliccando sul link si aprono diversi scenari messi in piedi dal criminale:

  • Ipotesi 1 – Si viene indirizzati in un sito che SOLO all’apparenza ricorda quello ufficiale di Esselunga. In questo caso i criminali mostrano un modulo da compilare al fine di acquisire le informazioni personali dell’utente.
  • Ipotesi 2 –  Cliccando sul link viene scaricato automaticamente un malware (ad esempio un ransomware) ovvero un applicativo malevolo che blocca l’utilizzo del tuo dispositivo, cifrando (rendendo illeggibili) i dati in esso contenuti e chiedendo un riscatto in denaro.

L’azienda Esselunga, dopo aver segnalato l’attività fraudolenta alla Polizia Postale, ha invitato tutti i consumatori a consultare il sito ufficiale e ad evitare notizie provieniti da altre fonti non ufficiali.

truffa-esselunga

(esempio di pubblicità ingannevole che sfrutta il nome di Esselunga)

Il caso Coop

Sulla falsa riga del precedente caso, i criminali provano ad ingannare gli utenti web attraverso un messaggio simile al seguente:

Ogni giovedì scegliamo 10 utenti casuali per dare loro la possibilità di vincere favolosi premi. Il premio di oggi è un buono di 1500 euro per qualsiasi negozio! Il vincitore potresti essere tu! È un’opportunità riservata a chi vive in Italia. Partecipare è gratis e divertente!”.

Con un avviso sul proprio sito, la Coop si dichiara totalmente estranea a questa iniziativa a carattere di truffa.

truffa-coop

(esempio di pubblicità ingannevole)

Il caso Conad

I criminali hanno sfruttato anche il nome dell’azienda Conad  per ingannare i consumatori. In questo caso il messaggio diffuso è simile a questo: “Il supermercato Conad ha annunciato che regalerà un coupon di 500 euro durante lo stato di emergenza”. Al termine del messaggio si invitano i consumatori a cliccare su link che portano a siti falsi del Conad per rubare i tuoi dati anagrafici della vittima.

Conad ha subito presentato denuncia alla Polizia Postale e ha pubblicato sul proprio sito un avviso per informare i consumatori.

truffa-conad

(esempio di pubblicità ingannevole)

Altri casi segnalati dal Codacons

Nel frattempo, il Codacons sta denunciando diverse truffe che circolano sul Web che hanno ad oggetto l’acquisto di mascherine e presunte protezioni contro il Coronavirus.

Come riconoscere le truffe informatiche durante il Coronavirus

Come indicato in precedenza,  i messaggi ingannevoli (noti anche come phishing) hanno l’obiettivo di rubare le tue informazioni e i tuoi soldi. Spesso il messaggio contiene l’invito a cliccare su un link che rimanda a un sito graficamente simile a quello ufficiale, ma creato al solo scopo di sottrarre informazioni personali.

Di seguito ti presentiamo alcune raccomandazioni riguardo le email che possono aiutarti ad individuare possibili truffe.

Il Mittente e il Contenuto delle email

  • Guarda con attenzione il campo “Da” o “Mittente” in cui è presente l’indirizzo di posta elettronica del mittente del messaggio. Controlla che sia l’indirizzo ufficiale dell’azienda. Ad esempio, “esselunga.it” o “newsletter.esselunga.it”. In caso contrario la mail è da considerarsi contraffatta e inviata da criminali per truffarti. 
  • Porre attenzione  al contenuto dei messaggi poichè nel caso di truffe spesso questi segnalano problemi non ben precisati oppure viene minacciata la chiusura di un servizio on line (es. il tuo account di posta elettronica o della banca), ma si verificano anche casi in cui si promettono premi (anche in denaro) in modo immediato e semplice.
  • Porre attenzione ai messaggi che promettono buoni sconto di valore elevato, offerte di prodotti/servizi a prezzi troppo bassi o che comunicano vincite di lotterie, di eredità di enormi somme.
  • Infine, controlla la presenza di errori ortografici e grammaticali (anche se col passare del tempo le truffe diventano sempre più perfezionate).

Gli allegati e i link delle email

  • Controlla con attenzione gli allegati, potrebbero contenere un malware. Evita di aprire gli allegati se non si è sicuri del mittente e presta massima cautela con gli allegati compressi (li riconosci perché terminano con .zip o .rar).
  • Fai attenzione ai link presenti nella email. Per verificare i link ti basta posizionare il cursore del mouse senza cliccare, dovrebbe comparire il vero link sottostante che spesso non ha nulla a che vedere con l’indirizzo ufficiale del servizio. Il link modificato ha spesso numeri e lettere con una sequenza. Questo link non deve mai essere cliccato.

Per comprendere quanto detto, guarda il seguente link: https://www.facebook.com/ 

Anche se all’apparenza sembra corrisponde all’indirizzo ufficiale del social network Facebook, cliccando si aprirà un’altra pagina (in particolare il sito dell’ANSA). Un criminale potrebbe nascondere un indirizzo simile a quello di Facebook (come “https://www.facebook6k.com/”) per condurti su una pagina che solo all’apparenza è quella del social network. A questo punto tutto ciò che digiterai (ad esempio “nome utente” e “password” di Facebook) sarà visibile ai malintenzionati. Come puoi verificare il link nascosto?

Posiziona il cursore (senza cliccare) sul link e visualizzi (in primo piano o in fondo al browser) il vero indirizzo. Altrimenti clicca sul link con il tasto destro del mouse (attenzione NON IL SINISTRO) oppure con smartphone (o tablet) puoi tenere premuto sul link. A questo punto clicca su “Copia indirizzo link” e successivamente incolla il link “reale” su un editor di testo (come Blocco note in Windows) o su una qualsiasi applicazione di appunti per smartphone/tablet. Accertati che l’indirizzo sia quello ufficiale prima di aprirlo nel browser.

Segui le nostre raccomandazioni e i consigli per riconoscere le vulnerabilità e le minacce. Proteggiti dagli attacchi informatici e mantieni al sicuro i tuoi dati personali attivando protezioni di sicurezza aggiornate e seguendo comportamenti adeguati.

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